Archivio di novembre 2010

Occhio agli acquisti dei giocattoli!!!

domenica 28 novembre 2010

Si avvicina a passi inesorabili il Santo Natale e la maggior parte di noi, ha già messo in moto la fantasia per individuare il giusto regalo per il proprio figlio o nipotino.
Onde evitare di fare degli acquisti sbagliati, auspico possa esservi di aiuto  il seguente articolo pubblicato dall’ADUC:

Archimede

sabato 27 novembre 2010

27-11-2010 : data storica per Settimo Torinese.

Finalmente il tanto atteso momento è giunto.

voci miste e stagionate

venerdì 26 novembre 2010

Terra Santa, esperienza di viaggio

venerdì 19 novembre 2010
http://www.youtube.com/watch?v=Wi4VkQG6noU

Ciao a tutti,

I misteri della Sacra Sindone

lunedì 8 novembre 2010

“Il compianto sul Cristo morto” di Giotto

domenica 7 novembre 2010

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=NDVNCFj3LYU

A proposito di Padania…

venerdì 5 novembre 2010

Prendendo spunto da un commento di Graziella che mi faceva notare, nell’articolo relativo all’Unione Europea, che bisogna fare ancora gli Italiani a distanza di centocinquanta anni prima di parlare dell’Europa, vorrei fare alcune considerazioni circa la Padania per sfatare eventuali dubbi ed equivoci in merito alla stessa e rendere così giustizia all’Italia.
La Padania è un’entità inesistente sia geograficamente che storicamente.
Geograficamente perché esiste la Valle Padana e non già la Padania. Inoltre se si consultano i testi di storia, ci si accorgerà che i primi abitanti di questa regione sono stati i Veneti e in parte gli Etruschi. Successivamente con l’estinzione degli Etruschi, inglobati dall’emergente potenza Romana, arrivarono i Galli (o Celti denominazione data dai greci) che dilagarono, raggiungendo le coste marchigiane, fino a Senigallia, il cui toponimo lo attesta, ovvero città fondata dai Galli Senoni. Va da sé che anche costoro, popolazioni indoeuropee come i Latini, furono sconfitti e sottomessi a Roma. Anzi furono talmente fedeli a Roma che il nucleo delle legioni di Giulio Cesare proveniva dal Piemonte, dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia Romagna, ossia dall’allora Gallia Transpadana e Gallia Cispadana, e cioè: i territori posti aldilà e aldiquà del Po. Dopo la caduta dell’Impero Romano, le invasione barbariche, i Longobardi, i Franchi, la rinascita del Sacro Impero Romano (andando a volo d’uccello e tralasciando evidentemente altri eventi storici non meno importanti), si arriva al Rinascimento dove regnano le splendenti e potenti corti degli Sforza a Milano, dei Gonzaga a Mantova, degli Estensi a Ferrara, della Serenissima a Venezia, dei duchi Savoia a Torino, del marchesato del Monferrato, ecc….
Proseguendo in questa rapida carrellata storica, si giunge così all’800 in cui, estinti tutti gli Stati sunnominati dell’Italia Settentrionale, esiste come Stato politico autonomo solo il Regno di Sardegna. Da Milano a Mantova, da Ferrara a Venezia tutte queste corti principesche hanno perso la loro libertà e sono stati inclusi nell’Impero Austriaco come regione Lombardo-Veneta. Riacquisteranno la loro indipendenza in seguito alla nascita del Regno d’Italia del 1861. Pertanto dopo una simile disamina storica, mi domando ancora con quale faccia Bossi e i suoi Leghisti possano avanzare pretese su un territorio che non ha mai avuto una etnia, nazionalità e lingua in comune. Ma il seguito sarà oggetto della prossima puntata.

Un uomo suona e riflette (triste)

mercoledì 3 novembre 2010

http://www.youtube.com/watch?v=U4iwNlNDuXw

Cercando fra youtube un video da pubblicare, il mio sguardo si è posato su questo che vi trasmetto.

All’ombra del campanile

lunedì 1 novembre 2010

aurora

La “Deposizione” di Raffaello

lunedì 1 novembre 2010
http://www.youtube.com/watch?v=KsqT7xIU6P0

ll Trasporto di Cristo, più noto con il nome della Deposizione di Raffaello fu dipinto per Atalanta Baglioni in memoria del figlio Grifonetto, ucciso nelle lotte interne per la signoria di Perugia e posto nella chiesa di San Francesco di quella città nel 1507. Qui vi rimase per 101 anni, finché di notte, per intervento del clero locale, il dipinto fu sottratto ed inviato a Paolo V che lo donò al nipote per la collezione di quest’ultimo, inglobandolo in tal modo nel patrimonio privato dei Borghese. In seguito al trattato di Tolentino il dipinto, per volere di Napoleone, fu trasferito nel 1797 a Parigi. Dopo il ritorno a Roma nel 1816, soltanto la scena centrale ritornò alla collezione Borghese, mentre le tre Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità della predella rimasero ai Musei Vaticani. Va sottolineato che nel disegno preparatorio l’autore aveva collocato Cristo giacente per terra come nel Perugino, ma durante la realizzazione prevlase l’idea del trasporto alla maniera antica di un rilievo, probabile studio effettuato a Firenze con sarcofago Montalvo (oggi a Milano, coll. Torno). Ma nel dipinto è anche presente un onaggio a Michelangelo risontrabile nella composizione di Cristo (cfr.Pietà, San Pietro) e nella figura che si gira di profilo per sorreggere la Madonna:il movimento è simile a quello descitto nel Tondo Doni (Uffizi, Firenze compiuto un anno prima della Deposizione).   Nei primi decenni del ’500 Raffaello rappresenta meglio di ogni altro artista il momento classico della civiltà rinascimentale. Il senso della diògnità terrena dell’uomo che aveva già ispirato l’arte del ’400, acquista una nuova dimensione: viene, cioè, innalzata fino a diventare esaltazione di una umanità ideale, la cui bellezza e forza fisiche diventano espressione perfetta della bellezza e del valore spirituali. I protagonisti della scena in questione da Gesù alla Madonna, dai Santi alla Maddalena, al giovane portatore di profilo, in cui si è voluto ravvisare proprio l’effige di Grifonetto, dai personaggi sacri a quelli profani ( e in altre tele gli spettatori anche i più umili), sono ormai figure ideali, libere e grandi, possenti e dignitose, gravi e poetiche. Stirpe d’eroi di una bellezzza piena e matura: a poco a poco appare indegno dell’arte tutto quanto non sia grandioso. Dall’armlonia dei gesti all’equilibrio interiore tutto contribuisce a creare una umanità perfetta legata al suo ambiente in una commposizione unitaria. Da qui scaturisce la presentazione di un mondo perfetto alla ricerca di una forma altrettanto perfetta di colore, luce, volume, linea che si accordano in una perfetta sintesi. Raffaello va oltre l’imitazione della natura, mira al raggiungimento di una bellezza ideale, di cui la natura non è altro che un riflesso.