Vecchia Settimo

Settimo antica.
A volte mi soffermo a meditare su quanto poco coerenti siamo noi gente del 2000.
Quando, eseguendo lavori di edilizia o scavi per condutture ci si imbatte in qualche traccia di antiche costruzioni, giustamente si bloccano i lavori e si analizzano i ritrovamenti per poi passare alla conservazione.
In questi ultimi anni abbiamo assistito all’abbattimento di cascinali antichi con più di 500 anni senza battere ciglio. I nostri posteri quando andranno a scavare per qualche motivo e si imbatteranno nei muri perimetrali di questi fabbricati, spenderanno un sacco di soldi per riportare alla luce ciò che noi avevamo e che abbiamo gettato.

Ruderi della cascina Caffadio le cui origini risalgono intorno all’anno 1000.

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Cascine già esistenti nel 1600 ben conservate e attualmente in attività ve ne sono ancora per fortuna.
Eccone alcune:

Cascina del Rubattino

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Cascina Tinivella

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Nando

2 Commenti a “Vecchia Settimo”

  1. romano scrive:

    Ho visto cadere i muri di questa cascina(Caffadio) in senso fisico, quanto una grossa gru con una enorme palla d’acciaio la demoliva. In quella cascina si è sposata mia madre nel 1961. La cascina era a suo tempo divisa in due tra la famiglia Buttigliero e la famiglia Peiretti. Mio nonno Giuseppe con la moglie i figli Edoardo, Giuseppe Mario le sette figlie era uno dei tanti mezzadri che coltivavano quei terreni , fino a quando il “padrone gli chiese di andarsene (anni 60/70) . Il probabile sviluppo industriale non arrivò nel modo sperato dal proprietario, infatti quello che ancora oggi vediamo sono le tettoie che a suo tempo ospitavano il fieno la paglia e alcuni mezzi agricoli……………mi piange il cuore era il mio parco giochi di campagna che io e miei cugini utilizzavamo tanto tempo fà……..

  2. Nando Pellegrini scrive:

    Ti ringrazio Romano per la tua testimonianza, come te anch’io provo dispiacere vedere scomparire quello che fu la ricchezza del nostro paese, io ormai pensionato, amo girare in bici per quel che resta della campagna e inevitabilmente riaffiorano i ricordi di quando bambino andavo a spigolare, rivedo i campi di frumento brulicanti di uomini e donne intenti a mietere, rastrellare e legare i covoni, ogni tanto una piccola pausa sotto i filari di gelsi che costeggiavano i campi per bere un po’ d’acqua e poi via di nuovo sotto il sole. Oggi tutto ciò è stato è stato sacrificato al dio denaro. Un errore enorme.

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