Riflessioni sull’Unione Europea

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=uKZLRnu3jv4&feature=fvw[/youtube]

L’Unione Europea è un insieme di Stati con in comune solo la moneta unica, ovvero l’euro. Aldilà di questo non c’è nessun legame che vincoli strettamente l’unità politica degli Europei. Gli Europei non hanno in comune né una bandiera, né un esercito e tanto meno una diplomazia capace di far valere le ragioni dell’Europa come entità politica super nationes. Da queste premesse scaturisce che, in un mondo globale in cui s’impongono stati come la Cina (1,5 miliardi di abitanti), l’India (1 miliardo di abitanti), gli USA (300 milioni di abitanti), la Comunità degli Stati Indipendenti (l’ex Unione Sovietica con 277 milioni d’abitanti), e ancora stati emergenti come il Brasile (193 milioni di abitanti), l’Unione Europea con i suoi ben 495 milioni, ponendosi al terzo posto dopo la Cina e l’India, sembra, e mi si passi la similitudine manzoniana, sempre più un vaso di coccio in mezzo a tanti di ferro. È un’entità politica che mostra al suo interno e di fronte al mondo, proprio in funzione delle ragioni suddette, le sue smagliature e debolezze strutturali che giustificano in tal modo l’incapacità di realizzare una politica unitariamente concreta. Potremmo essere un forza economica, militare e politica di tutto rispetto; potremmo essere un punto di riferimento per gli stati bisognosi di assistenza tecnica ed economica e desiderosi, soprattutto, di svincolarsi da potenziali paesi egemonici. Ma davanti agli occhi del mondo siamo e restiamo ben poca cosa: una miriade di stati frazionati e divisi al loro interno. Questa è la verità nuda e cruda dell’Unione Europea. Anche nel mondo del lavoro manca una legislatura unica avente valore legale fra tutti gli stati dell’Unione Europea. Quando Marchionne dichiara che, se non passa la linea aziendale FIAT, tentando così di ridurre all’impotenza ed al silenzio il sindacato, ed in particolare la FIOM, potrebbe rimuovere dal meridione le fabbriche per portarle all’estero, o come già sta attuando, per potenziare, ad esempio, la catena della Panda in Polonia, non fa altro che addivenire ad un suo diritto oggi riconosciutogli in virtù di una insufficienza legislativa. Al contrario se l’Unione avesse una legislatura unitaria ed inequivocabile, uguale per tutti gli Stati membri, si potrebbero ridisegnare e definire altre opportunità occupazionali a tutto vantaggio dei lavoratori. Gianfranco

1 Commento a “Riflessioni sull’Unione Europea”

  1. graziella scrive:

    Sarebbe auspicabile ciò che scrivi.
    Una considerazione mi viene però da fare: a 150 anni dall’Unità d’Italia non ci sentiamo ancora Tutti Italiani…….
    Ci manca il “seme” di appartenenza e condivisione.
    Allargando questo concetto anche oltre i confini Europei dire che ci manca l’appartenenza alla razza umana.

Scrivi un commento